Chissà se a quest’ora su Marte,
su Mercurio o Nettuno
in un banco di scuola
sta cercando la parola
che gli manca
per cominciare il tema
sulla pagina bianca...
(Gianni Rodari)
Gianni Rodari, è stato uno dei più importanti autori della letteratura dell’infanzia del XX secolo, il primo ad accorgersi che la novità introdotta dalla tecnoscienza, con i primi voli nello spazio, è epocale. Egli percepisce che il mondo sta entrando in una nuova era, quella dell’informazione e della scienza e che la letteratura deve farsi carico di interpretare e divulgare questo cambiamento. Ispirandosi alla “letteratura cosmica” di Calvino, che vede letteratura e scienza intrecciarsi in una sorta di labirinto, anche Rodari vuole costruire una mappa dettagliata e dunque un intreccio complesso di scienza, tecnologia e comunicazione rivolto, specificatamente, all’infanzia. Entrambi diventano i principali esponenti di quel filone letterario, il realismo magico, che cerca forme non convenzionali di linguaggio per raccontare e analizzare e cercare di cambiare la realtà più imminente del mondo.Nel fare questo Rodari diventa interprete, per usare le parole di Calvino, di quella vocazione profonda che appartiene alla letteratura italiana che da Dante ad Ariosto, da Galileo a Leopardi attinge alle vette quando realizza l’incontro con la filosofia e con la scienza. Nessuno più di Rodari con le sue favole e le sue filastrocche ha catturato lo spazio cosmico e lo ha ridotto a cortile di casa dove scorazzano i bambini "astronauti del domani" come li chiama nel libro "Il pianeta degli alberi di Natale".
La presenza delle scienze nelle produzioni di Rodari non si limita all'uso di concetti scientifici come elementi di costruzione delle storie, ma implica una riflessione sul dirompere della scienza e della tecnologia nella società a cui assiste proprio negli anni 50-60.
La filastrocca “Distrazione interplanetarie”, scritta per ricordare, proprio, i primi voli nello spazio dei satelliti sovietici e americani, vuole offrire ai bambini l’idea di un mondo nuovo: di uno spazio a disposizione fuori della Terra, che si estende anche oltre Marte,Mercurio,Nettuno; fuori dal sistema solare e fuori dalla nostra galassia, la Via Lattea.
Ne “Il pulcino cosmico” Rodari vede l'accesso fisico dello spazio reso possibile dalle scienze e dalla tecnologia, ma che è anche e soprattutto apertura sociale e politica. Apertura degli spazi cosmici che impone all’uomo di ripensare in modo nuovo se stesso.
Che il cosmo sia parte importante della letteratura di Rodari lo si evince in modo palese ne “Gip nel televisore. Favola in orbita” . Nel libro, i temi dello spazio, della scienza, della minaccia atomica si intrecciano con quelli della comunicazione. Protagonista è la televisione che cattura tutto e tutti. Gip è appunto il bambino che è inghiottito nel nuovo labirinto televisivo e sballottato di qua e di là.
"Attraverso le scienze si può creare una mappa interpretativa di un mondo sempre crescente. La scienza e la tecnologia sono elementi, quindi, insostituibili alla formazione di una persona" (Gianni Rodari).
Guardare il cielo "è stato solo un primo passo per liberare la fantasia tra scienza e letteratura: per capire meglio l'una, l'altra e, in fondo, noi stessi"
(Italo Calvino)
Esperienza didattica
bambini di classe IV della Scuola Primaria
ORIGINI ED EVOLUZIONE DELL'UNIVERSO
La lettura della filastrocca di Rodari “Distrazione interplanetaria” è stato il punto di partenza per la nostra attività didattica, per avvicinare in modo creativo i bambini al mondo spaziale fuori dalla Terra, fatto di pianeti,di stelle,di lune,di galassie…
Da dove ha avuto origine l’universo? Cosa c’era prima del Big-Bang?Partiamo dal modello del Big-Bang, dove l’Universo ebbe origine con un'esplosione, che riempì tutto lo spazio a partire da un punto fisso. Secondo una delle più accreditate ipotesi scientifiche, prima del Big-Bang tutto era energia concentrata in un solo punto. Le particelle non avevano consistenza, finchè non sovraggiunse una “
Come si materializzò questa materia? ( Affrontiamo la cosa con una storia )



Per dimostrare il fenomeno dell’espansione dell’Universo abbiamo eseguito un esperimento. Abbiamo immaginato il nostro Universo come la superficie di un palloncino sulla quale abbiamo disegnato dei pallini che rappresentano le galassie.
Gonfiando il palloncino, scopriamo che tutti i pallini si sono allontanati tra loro mantenendo la st
essa distanza, quindi non è dunque un allontanamento delle galassie in uno spazio vuoto, ma l'aumento reciproco delle distanze tra le galassie. ( Scoperta fatta dall'astronomo americano Hubble nel 1929, che avvalora l'ipotesi del Big-Bang)

Prossima tappa : L’origine del Sistema Solare. Punto di partenza “Delfina nello spazio”

Questo articolo rappresenta il mio contributo al #27 Carnevale della Fisica

Questo articolo rappresenta il mio contributo al #27 Carnevale della Fisica
Complimenti per questo bellissimo post!
RispondiEliminaHo letto i racconti e le poesie di Gianni Rodari sul Corriere dei Piccoli negli anni '60, senza rendermi conto che facevano farte del 'realismo magico': erano solo bellissime e più interessanti delle fiabe tradizionali, che spesso nello svolgimento, se non nella conclusione, erano un po' troppo angosciose.
Noto però che non è citato il racconto lungo 'La torta in cielo' pubblicato a puntate sul corriere dei Piccoli, e da cui fu tratto anche un divertente film nel 1973.